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Una ricerca realizzata da Amplifon e presentata all’European Mobility Week, ha misurato il livello dei decibel di 20 città in Italia, rilevando dati di inquinamento acustico spesso al di sopra dei 90 decibel, limite indicato quale massimo tollerabile oltre il quale si mette a rischio l’udito, in particolare nei bambini e anziani.

Il Dottor Guido Conti, del Policlinico Gemelli di Roma, afferma: “Le strade italiane arrivano spesso a superare anche gli 85 dB e ciò è preoccupante se si pensa che il rumore, anche a livelli inferiori, può interferire con la comunicazione verbale, quindi con la concentrazione, lo stato di stress, il rendimento scolastico e lavorativo, fino a diventare causa di incidenti”.

Secondo il Dottor Conti, l’inquinamento acustico è una seria minaccia per la salute. “Il rumore può causare insonnia e sonnolenza notturna e favorire l’obesità”.

A rischio anche la salute cardiovascolare con effetti  quali l’ipertensione arteriosa, l’ischemia cardiaca e gli accidenti cerebro-vascolari.

“Ancora più allarmante è la correlazione, probabilmente mediata dagli effetti sui sistemi neuro-vegetativo ed endocrino e sul ritmo sonno-veglia – spiega Conti – tra rumore urbano e ipertensione arteriosa, ischemia cardiaca, accidenti cerebro-vascolari e mortalità in generale”. E non bisogna dimenticare le conseguenze di tutto questo rumore sull’udito: “L’esposizione sonora, a partire da livelli di 75-85 dB, può danneggiare l’organo sensoriale causando un deficit uditivo irreversibile, che peggiora con l’aumento del livello e della durata dell’esposizione”.